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Carlino e salute post

Del Dott. Edoardo Gonzaga

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Il tallone di Achille del carlino, le rughe

Le rughe del Carlino

Cari lettori, in questi giorni mi sono pervenute molte domande riguardo argomenti più disparati.

Le più frequenti riguardavano la pulizia del mantello e delle caratteristiche “pieghette” attorno al naso nel nostro amico “folletto”.

Lungi da me nel fare una lezione anatomo-fisiologica, alcune dritte è bene però che le sappiate se non altro a partire dal: che cos’è la cute e come funziona. Di li a breve capirete tutto il resto e come rapportarsi con essa.

La cute è una barriera anatomofunzionale che serve per:

  • protegge da insulti fisici, chimici e microbiologici;
  • la flessibilità e l’elasticità permettono il movimento;
  • interviene nella regolazione della temperatura corporea;
  • interviene nella produzione di vitaminaD;
  • rappresenta un accumulo di elettroliti vitamine lipidi proteine e grassi;
  • è ricca in componenti sensorie.

Vien da se che ogni stato patologico della stessa può rappresentare un serio problema per il nostro amico.

Il pelo è uno degli annessi cutanei più importati della cute stessa assieme alle unghie. Ne troviamo circa 100 per cm2 e svolge principalmente la funzione di isolante termico oltre che isolamento meccanico contro gli urti. Ogni pelo è provvisto alla base di ghiandole sebacee e poche ghiandole sudoripare (il cane non suda eccetto che dai polpastrelli). Le ghiandole sebacee secernono un olio (sebo) che provvede a mantenere la superficie della cute soffice e pieghevole formando un’emulsione superficiale che diffonde su tutto il corpo, peli compresi. Questa “barriera” favorisce quindi la ritenzione dell’acqua ma anche una protezione chimica contro agenti patogeni quali: batteri, funghi , micoplasmi ecc ma non solo, conferisce l’aspetto lucente e morbidezza al tatto, del pelo stesso, oltre che la tipica “fragranza” al naso.

Ripetuti lavaggi con prodotti non accurati e sicuramente non consigliati da un medico possono indebolire questo strato esponendo il nostro Carlino a serie problematiche quali secchezza cutanea, alterazione nella produzione di sebo, ritenzione di sebo, perdita di lucidità del pelo, odore cutaneo acre e fetido aggressione di agenti patogeni.

Diverso invece è il capitolo delle classiche pliche cutanee disposte attorno al naso. Benché queste siano agli occhi nostri piacevoli da vedere, per il cane rappresenta un piccolo tallone d’Achille in quanto tutto il sebo prodotto permane senza diffondere correttamente. L’eccesso di sebo in questo punto indebolisce la cute e la espone ad attacchi di agenti esterni. Suggerisco quindi di tenere tali pliche pulite con l’ausilio di un batuffolo di cotone immerso in una soluzione di acqua e poco sapone (personalmente gradisco quello di Marsiglia in quanto neutro, ed una certa attenzione agli occhi).

Tale lavaggio dipende molto dalla severità a cui è esposta la plica ma generalmente uno massimo due lavaggi settimanali, provvisti di abbondante risciacquo, non guastano mai.

Ricordatevi però, che questa pratica va bene per le sole pliche non per tutto il corpo del cane in quanto ripetuti lavaggi su una cute integra possono condizionare la protezione di quella famosa barriera di sebo, esponendo PUG a conseguenze cutanee estremamente noiose.

Dott. Edoardo Gonzaga
www.ambulatorioveterinariocollesalvetti.it

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